Trattamenti
Il trattamento del cheratocono mira a gestire 2 aspetti fondamentali
- La progressione
- Il difetto visivo
Trattamento della Progressione
Una volta accertata la presenza di progressione del cheratocono, che può determinare un ulteriore calo della vista rendendo la cornea più irregolare e quindi aumentando la dipendenza da lenti a contatto per il raggiungimento di un visus accettabile, l’unico trattamento in grado di rallentare la progressione è il cross-linking corneale.
Cross-linking corneale (CXL)
Il cross-linking rappresenta oggi il trattamento di riferimento per arrestare la progressione del cheratocono. Si basa sull’applicazione di riboflavina (vitamina B2) e successiva esposizione a luce UV-A, che induce la formazione di nuovi legami tra le fibre collagene della cornea, aumentando la sua rigidità.
Esistono diverse varianti della tecnica (epi-off ed epi-on), ma l’obiettivo è comune: stabilizzare la malattia e prevenire un peggioramento strutturale. Il cross-linking non migliora significativamente la vista, ma è fondamentale per preservarla nel tempo.
Trattamento del difetto visivo
Nelle fasi iniziali, la correzione con occhiali o lenti a contatto può essere sufficiente; tuttavia, nei casi più avanzati o quando la tolleranza alle lenti diminuisce, si rendono necessari trattamenti chirurgici mirati.
Anelli intrastromali (ICRS)
Gli anelli intrastromali sono segmenti semicircolari in materiale biocompatibile inseriti nello spessore della cornea. Il loro scopo è quello di regolarizzare la curvatura corneale, ridurre l’astigmatismo irregolare e migliorare la qualità visiva.
Questo trattamento è indicato nei pazienti con cheratocono moderato, soprattutto quando le lenti a contatto non sono più tollerate. L’intervento è mini-invasivo, reversibile e spesso consente una significativa riduzione della dipendenza da correzioni ottiche.
Cheratoplastica (trapianto di cornea)
Nei casi avanzati, in cui la cornea è molto deformata o presenta cicatrici, il trapianto di cornea rappresenta la soluzione chirurgica più efficace.
Le principali tecniche includono:
– Cheratoplastica perforante (PK): sostituzione a tutto spessore della cornea. È indicata nei casi più gravi ma comporta tempi di recupero più lunghi.
– Cheratoplastica lamellare anteriore profonda (DALK): sostituzione degli strati anteriori della cornea, preservando l’endotelio del paziente. Riduce il rischio di rigetto e rappresenta oggi la tecnica di scelta quando possibile.
Tecniche combinate e approcci personalizzati
Sempre più frequentemente si adottano strategie combinate, come l’associazione di anelli intrastromali e cross-linking, per ottenere sia stabilità biomeccanica sia miglioramento visivo. In alcuni casi selezionati, si possono integrare anche trattamenti laser guidati (topography-guided PRK) per ottimizzare ulteriormente la qualità della visione.
Qual è il trattamento più adatto?
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui:
- Stadio del cheratocono
- Spessore corneale
- Età del paziente
- Progressione della malattia
- Qualità visiva e tolleranza alle lenti
Una valutazione specialistica approfondita, con topografia e tomografia corneale, è fondamentale per definire il percorso terapeutico più appropriato.